1 INTRODUZIONE
La resistenza allo scivolamento di una superficie al transito delle persone viene misurata tramite la rilevazione del coefficiente di attrito in determinate condizioni di transito: bagnata, contaminata o asciutta. Le principali norme che regolano le prove sono le seguenti: ASTM, DIN ed ISO che stabiliscono le procedure, le macchine e la classificazione finale della superficie secondo i livello di sicurezza indicati nella norma stessa.
Per quanto riguarda l’Italia il primo riferimento normativo in fatto di resistenza allo scivolamento viene indicato nel par. 8.2.2 del D.M. 236/89: Pavimentazioni, dove viene indicato il tipo di prova da effettuare secondo il metodo della British Ceramic Research Association Ltd. (B.C.R.A.) Rep. CEC.6/81 denominato anche “Tortus Test”. Di seguito si riportano le norme maggiormente impiegate per la certificazione delle superfici per ridurre il rischio scivolamento.

2 B.C.R.A., D.M. N. 236 DEL 14 GIUGNO 1989 (METODO TORTUS)
Nel D.M. 236/89, decreto attuativo della Legge 13/89 sull’abbattimento delle barriere architettoniche, al paragrafo 8.2.2 sotto descritto, si da un valore oggettivo ed il relativo metodo di prova ai fini di stabilire se una superficie è, oppure no, sicura dal punto di vista del “rischio scivolamento”.

2.2 Paragrafo 8.2.2 del D.M. 236/89: Pavimentazioni Interne
Per pavimentazione antisdrucciolevole si intende una pavimentazione realizzata con materiali il cui coefficiente di attrito, misurato secondo il metodo della British Ceramic Research Association Ltd. (B.C.R.A.) Rep. CEC.6/81, sia superiore ai seguenti valori:
– 0,40 per elemento scivolante cuoio su pavimentazione asciutta;
– 0,40 per elemento scivolante gomma dura standard su pavimentazione bagnata.
I valori di attrito predetto non devono essere modificati dall’apposizione di strati di finitura lucidanti o di protezione che, se previsti, devono essere applicati sui materiali stessi prima della prova. Le ipotesi di condizione della pavimentazione (asciutta o bagnata) debbono essere assunte in base alle condizioni normali del luogo ove sia posta in opera.
Gli strati di supporto della pavimentazione devono essere idonei a sopportare nel tempo la
pavimentazione ed i sovraccarichi previsti nonchè ad assicurare il bloccaggio duraturo degli elementi costituenti la pavimentazione stessa. Gli elementi costituenti una pavimentazione devono presentare giunture inferiori a 5 mm, stilate con materiali durevoli, essere piani con eventuali risalti di spessore non superiore a mm 2. I grigliati inseriti nella pavimentazione devono essere realizzati con maglie non attraversabili da una sfera di 2 cm di diametro; i grigliati ed elementi paralleli devono comunque essere posti con gli elementi ortogonali al verso di marcia.

2.3 SLIDING RESISTANCE – B.C.R.A. method
Metodo inglese per la determinazione del coefficiente di attrito delle superfici in base alla resistenza opposta al trascinamento di una apparecchiatura (tortus) che viene fatta transitare sulla superficie stessa.
Il metodo si basa, mediante un dispositivo mobile, di determinare il coefficiente di attrito che materiali standardizzati, quali gomma e cuoio, hanno in condizioni di asciutto o bagnato una volta a contatto con una determinata superficie da pavimentazione.
Come già indicato sopra il “tortus test” il metodo di riferimento per la legislazione nazionale di cui al paragrafo 8.2.2 del D.M. 236/89 che nelle condizioni di Gomma asciutta e Cuoio bagnato prevede un coefficiente > 0,40. La macchina di prova per la rilevazione del coefficiente di attrito su superfici bagnate è il sistema Digital Sliptester Floor Slide Control FSC 2000, sistema computerizzato. Questo metodo non è riconosciuto in U.S. soprattutto per la non attendibilità del coefficiente di attrito sul bagnato perché affermano che le attuali macchine impiegate creano durante la prova un aumento del coefficiente d’attrito.

3 NORME DIIN 51130, 51097 (IISO 10545 – 17 ANNEX C)
Le norme DIN 51097 e 51130 relative alle prove di scivolosità sono denominate “Standard Ramp Tests” sono state dichiarate valide in Australia/Nuova Zelanda. Tali prove sono caratterizzate da un certo numero di test su persone che camminano su varie coperture bagnate. L’angolo della rampa viene gradualmente incrementato fino a che la persona scivola. Sfortunatamente questo tipo di approccio pone alcuni problemi. Gli esperti concordano che le persone utilizzate per le prove che sanno in partenza la tipologia di prova e di pericolo, modificheranno il loro modo di camminare in funzione della presenza di ghiaccio, acqua, ecc.; rendendo soggettiva e non obiettiva la prova. Le norme DIN 51097 e 51130 sono le due diverse versioni del medesimo test per determinare il così detto angolo di rischio nelle due diverse condizioni: una persona cammina avanti e indietro su una piattaforma rivestita del materiale da provare. L’inclinazione della pedana di prova viene aumentata con velocità costante fino all’angolo a cui la persona mostra insicurezza nella deambulazione (cioè inizia a scivolare). A questo punto si interrompe la prova e si registra l’angolo di inclinazione della piattaforma. In questo caso il coefficiente di attrito è uguale alla tangente geometrica dell’angolo letto. La prova viene effettuata applicando in un caso olio e nell’altro “acqua”. Finalità del test è attribuire ad ogni materiale da pavimentazione, una classificazione (R o A).

3.1 DIN 51130: Resistenza allo Scivolamento a Piedi Calzati: SLIDING RESISTANCE
WITH FOOTWEAR

Norma tedesca denominata “German ramp tester” che descrive il metodo per determinare le proprietà antiscivolo di superfici calpestate con piedi calzati con scarpe antinfortunistiche EN 345. Questa prova classifica i prodotti in relazione alla loro scivolosità.

Si posizionano le piastrelle o la superficie, bagnate con olio motore (SAE 10W30), di cui bisogna determinare le proprietà antiscivolo, su un piano la cui inclinazione viene progressivamente aumentata fino a provocare lo scivolamento della persona che esegue la prova. In base all’angolo in cui la persona perde aderenza si determina il coefficiente di classificazione “R”.

3.2 DIN 51097: Resistenza allo Scivolamento a Piedi NON Calzati – (SLIDING RESISTANCE BAREFOOT WET AREAS CLASSIFICATION GROUPS)
Questa norma tedesca “German ramp tester” descrive il metodo per la classificazione antiscivolo di superfici calpestate a piedi nudi su piano inclinato bagnato con acqua “contaminata” con una soluzione di sapone.

3.3 Vantaggi e Svantaggi Norme DIN
I principali vantaggi di questa tipologia di prove sono i seguenti:
a) un’accurata suddivisione dei locali per fasce di rischio offre una maggior dettaglio che di fatto semplifica la scelta del materiale;
b) il metodo è in grado di eseguire valutazioni anche su materiali speciali a rilievo per usi industriali;
Per quanto riguarda i principali svantaggi si ha:
a) la scelta dell’olio come condizione di prova per le normali pavimentazioni è una scelta ritenuta estrema e poco rappresentativa per pavimentazioni tradizionali;
b) come già detto nell’introduzione, la componente umana necessaria per eseguire la prova si presta a qualche elemento di soggettività, infatti le persone che sono incaricate di fare le prove cambiano il loro atteggiamento nel camminare causato dal fatto che sanno che prima o poi scivolano. Mentre nella realtà, nella maggioranza dei casi, non accade così;
c) non è eseguibile su pavimentazioni in opera ma solo su campioni in laboratorio.

Si ricorda che l’effettiva resistenza allo scivolamento dipende anche dal tipo di calzatura utilizzata e dal tipo di detersivo usato che deve eliminare i grassi presenti sulla pavimentazione.

4 ASTM C 1028-96 E IISO 10545 – 17 ANNEX B
Il metodo statunitense ASTM (C1028) è la norma di riferimento per la misura del coefficiente di attrito statico solo ed esclusivamente su pavimenti orizzontali ed in ceramica. La prova viene fatta tramite un dinamometro orizzontale il “Neolite® test pad” con un peso di 50-lb, e si determina la massima forza orizzontale necessaria per iniziare il movimento tra l’elemento scivolante (rivestito in gomma e caricato di un peso definito appunto di 50 lb) e la superficie della pavimentazione sia in condizioni asciutte che bagnate. Nonostante il test venga fatto anche su superfici bagnate, in base a studi e prove comparative risulta un metodo non affidabile a causa di errori non accettabili nella rilevazione del coefficiente di attrito.

Attrezzatura “Neolite” per la determinazione del coefficiente di attrito secondo ASTM C 1028

5 MACCHINE PER LA DETERMINAZIONE DEL COEFFICIENTE DII ATTRITO SU SUPERFICI BAGNATE
In base a vari studi effettuati dal comitato ASTM F-13: Pedestrian/Walkway Safety and Footwear, prevedono, per la determinazione del coefficiente di attrito di superfici bagnate, solo l’impiego di due attrezzature:

  • PIAST (Portable Inclineable Articulated Strut Slip Tester), dispositivo portatile articolato denominato “Brungraber Mark II”
  • VIT (Variable Incidence Tribometer), dispositivo portatile ad incidenza variabile denominato “English XL”

5.1 Macchina “Brungraber Mark II”
E’ una attrezzatura approvata dal comitato F-13 dell’ASTM (American Society for Testing and Materials) per la determinazione del coefficiente di attrito per superfici sia asciutte che bagnate. La norma che lo regola è la ASTM F1677:
Standard Test Method for Using a Portable Inclineable Articulated Strut Slip Tester. La macchina si basa su una struttura articolata sulla quale si monta un peso ed una calzatura sul pavimento da provare. La prova consiste nel vedere a quale angolo, rispetto all’orizzontale, si ha lo scivolamento della calzatura sul pavimento. In base a tale angolo si determina il coefficiente di attrito.

5.2 Macchina “English XL”
E’ la seconda attrezzatura approvata dal comitato F-13 dell’ASTM per la determinazione del coefficiente di attrito per superfici sia asciutte che bagnate. La norma che lo regola è la ASTM F1679: Standard Test Method for Using a Variable Incidence Tribometer.
Il principio di funzionamento è lo stesso della “James Machine and the Mark II”, solo che al posto di un peso, viene usato un piccolo pistone a CO2 caricato ad una determinata pressione.

6 METODO T.R.R.L. “PENDULUM TEST“
Il principio base su cui si basa il pendolo è la determinazione della perdita di attrito diuna superficie e quindi indirettamente da una misura della resistenza allo scivolamento. Il pendolo viene lasciato cadere da una certa altezza sulla superficie da testare. Purtroppo non è un test attendibile a causa del fatto che non tiene conto della percezione delle persone dovuto alla riduzione di attrito mentre camminano e soprattutto alla eccessiva velocità con cui il pendolo deve essere fatto cadere. Tale velocità non è compatibile con la normale deambulazione delle persone, e quindi tale tipo di test non viene praticamente indicato in nessuna normativa di riferimento per la riduzione del rischio scivolamento. Gli unici impieghi sono stati in inghilterra e nella norma australiana AS/NZS 4586:2004 : Slip resistance classification of new pedestrian surface materials.

7 NORMA ANSI A1264.2
L’ANSI “The American National Standards Institute” ha emanato una norma di riferimento per ridurre il rischio di cadute derivanti dallo scivolamento: ANSI A1264.2-2001 Standard, “Standard for the Provision of Slip Resistance on Walking/Working Surfaces”. Nella norma si indica praticamente quali sono le norme di tipo tecnico da seguire al fine di ridurre il rischio scivolamento e soprattutto le norme ASTM con cui verificare l’effettiva riduzione in termini quantitativi ed oggettivi. Tali norme sono le seguenti:
1. ASTM F-1637, Practice for Safe Walking Surfaces; B
2. ASTM F-802 Guide for the Selection of Certain Walkway Surfaces when Considering Footwear Traction; BSR/ASTM F-1240 Guide for Categorizing Results of footwear Slip Resistance Measurements on Walkway Surfaces with an Interface of Various Foreign Substances;
3. ASTM F- 1677 Test Method for Using a Portable Inclineable Articulated Strut Slip Tester (PIAST);
4. ASTMF-1678 Test Method for Using a Portable Articulated Strut Slip Tester (PAST);
5. ASTM F-1679 Test Method for Using a Variable Incidence Tribometer (VIT);
6. ASTM F-489 Test Method for Using a James Machine,
7. ASTM F-695 Practice for Evaluation of Test Data Obtained for Measurement of Slip Resistance of footwear, Sole, Heel or Related Materials;
8. ASTM F-609 Test Method for Using a Horizontal Pull Slipmeter.

8 NORMA AS/NZS 3661.1 INTEGRATA CON LA AS/NZS 4586
In Australia/Nuova Zelanda la normativa di riferimento per la verifica e la classificazione delle superfici dei pavimenti dal punto di vista della sicurezza, è la norma “AS/NZS 4586:2004: Slip resistance of pedestrian surfaces: Requirements”. Tale norma indica le prove da realizzare al fine di determinare la resistenza allo scivolamento: le DIN 51130, 51097 ed il Metodo T.R.R.L. “Pendulum Test “ sopra descritti.