Le superfici scivolose provocano ogni anno migliaia di incidenti, talvolta molto gravi e spesso invalidanti.

L’Allegato IV “Requisiti dei Luoghi di Lavoro” del D.Lgs. 81/2008 (il Nuovo Testo Unico sulla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro) al paragrafo 1.3.2. modifica così l’art. 33 comma 9 del D.Lgs. 626/94:

“I pavimenti dei locali devono essere fissi, stabili e antisdrucciolevoli nonchè esenti da protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi.”

Il D.M. 236/89 definisce che per pavimentazione antisdrucciolevole si intende una pavimentazione realizzata con materiali il cui coefficiente di attrito, misurato secondo il metodo della British Ceramic Research Association Ltd. (B.C.R.A.) Rep. CEC.6/81, sia superiore ai seguenti valori minimi:

0.40 per elemento scivolante cuoio su pavimentazione asciutta;

0.40 per elemento scivolante gomma dura standard su pavimentazione  bagnata.

I valori di attrito predetto non devono essere modificati dall’apposizione di strati di finitura lucidanti o di protezione che, se previsti, devono essere applicati sui materiali stessi prima della prova.

Le ipotesi di condizione della pavimentazione (asciutta o bagnata) debbono essere assunte in base alle condizioni normali del luogo ove sia posta in opera.